Il mondo è bello perché è vario: lo diceva sempre mio nonno. Un detto che è
stato sempre vero, ma mai, forse, come in questi ultimi anni. Abbiamo visto
succedersi tutto e il contrario di tutto. Gli eccessi di politica e
l’antipolitica. Gli sprechi e la crisi. Mi dicono che in molte amministrazioni
pubbliche si stiano invitando i dipendenti (che, magari, già lo fanno per
educazione propria) a non sprecare, a spegnere la luce nelle stanze non usate, a
stampare su carta il meno possibile. Molto bene. Però diciamocelo: quante auto
blu vediamo ancora in giro, nonostante le “strette” più volte annunciate?
Ragionare così non è antipolitica, ma lotta al privilegio. Tornando alla grande
varietà del mondo: abbiamo il linguaggio politichese di un D’Alema e di un
Alfano, e le urla invasate di Grillo. Ma non solo: pensiamo all’”eroe” del
giorno, Giggino a' purpett, cioè l’onorevole Luigi Cesaro, il deputato,
presidente della Provincia di Napoli. Coinvolto anche in una indagine sulla
camorra. Bene, in occasione del vertice mondiale dell'Onu sulle città, l’on.
Cesaro, davanti a una platea di autorità internazionali, ha fatto un intervento,
che sta spopolando su youtube, definito da qualcuno “degno di Totò”. Sì, ma di
Totò quando recitava le sue macchiette migliori. In realtà, una cosa penosa, da
nascondersi dalla vergogna. Inutile: finché avremo degli incompetenti nei posti
di potere, difficilmente potremo fare sostanziosi passi in avanti. Speriamo di
avere la possibilità alle prossime elezioni di poter scegliere coloro che ci
dovrebbero rappresentare. Abbiamo un governatore italiano della Bce, Draghi, che
si sta battendo con intelligenza e determinazione per la salvezza dell’euro e
delle economie europee; abbiamo un premier, Monti, che, comunque la si pensi, è
ascoltato e rispettato. Ma, allo stesso tempo, siamo stati la patria del bunga
bunga, di Scilipoti e ora di Giggino a' purpett. Così non può andare. Un mondo
vario in questo modo, non va.
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