giovedì, ottobre 02, 2008

Beluzzi, l’agone e il malvezzo

Beluzzi ha rinunciato: “… ritengo sia venuto il momento di togliere il disturbo”.
E’ certo che di disturbo ne ha arrecato tanto e a tanti viste le reazioni, spesso scomposte, scatenatesi dopo la presentazione della sua candidatura a sindaco della Città.
Certezze non ne ho, ne potrò averne ma la sensazione è che Cremona abbia perso un’occasione. Leggendo la lettera con la quale annuncia il suo ritiro e che contiene una prima stesura di quello che sarebbe stato il suo programma politico, aumenta in me la persuasione che dietro la scelta della sua candidatura ci fosse veramente un progetto di rinnovamento della politica e una concreta prospettiva di rilancio per Cremona affidata a persona competente. Non soltanto un’abile mossa politica per erodere consensi al centrodestra. Forse si, forse no; manca la riprova.
Più “certezze” di me devono averne avute gli avversari politici che ambiscono a sconfiggere il centrosinistra e a conquistare il governo della Città, se è vero che (confidenze di amici) tra i militanti della coalizione di centrodestra si ipotizzava di andare a votare in massa alle primarie l’attuale sindaco, spacciandosi per sostenitori del PD, ritenendo il candidato Beluzzi più pericoloso. L’unico freno, per alcuni, poteva essere il dover donare un euro agli odiati avversari.
Ammesso e non concesso che Cremona abbia perso un’occasione, di sicuro l’ha persa il PD. Un’accoppiata Beluzzi-Corada: rinnovamento e innovazione associati a carisma ed esperienza amministrativa forse avrebbe sbaragliato il campo. Rilevante il fatto che i contestatori di Beluzzi, tutti, abbiano fatto la seguente premessa: ” Io Beluzzi non lo conosco, però…” E giù botte da orbi.
Pietro Aretino poeta, scrittore e drammaturgo nato nel 1492, anno della scoperta dell’America, aveva fama di spregiudicato e arrogante dissacratore ma: “ … l'Aretin, poeta tosco; di tutti parlò mal, fuor che di Cristo, scusandosi col dir: non lo conosco.”

a.b.
venerdì 3 ottobre 2008

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