venerdì, giugno 04, 2010

Emergenza

Abbiamo conosciuto l’emergenza incendi: un paese a fuoco. Poi, per contraltare, quasi, l’emergenza dell’acqua … E l’emergenza rifiuti, l’emergenza petrolio, l’emergenza terremoto, l’emergenza frane, l’emergenza sanità con i malati nei corridoi, l’emergenza giustizia. E l’emergenza sicurezza. Solo che l’emergenza, per definizione, è una condizione eccezionale, imprevista, inattesa, rara. Un’emergenza che diventa normalità non è più emergenza. Eppure, noi viviamo, da molti anni, da molti governi, da molte stagioni, una continua emergenza. Si dice: ci vuole rigore, la situazione è di emergenza, e da qui le manovre, i tagli e la richiesta di sacrifici. Poi si scopre che l’attore massimo dell’emergenza, la protezione civile, deve gestire anche i festeggiamenti di San Giuseppe da Copertino, patrono degli studenti … e cadono le braccia. La spesa pubblica è un’emergenza? Probabilmente sì. Il rimedio sta nel blocco degli stipendi degli statali? Probabilmente no. I sacrifici sono necessari per il bene di tutti, dice il Presidente del Consiglio. Sono provvedimenti episodici e non strutturali, dice il capo dell’opposizione. La sensazione è che ci sia tanta improvvisazione e tanta paura. Sapete qual è secondo me un’emergenza grave che condiziona la futura possibilità di ripresa? Lo dicel’ultimo Rapporto annuale dell’Istat che dipinge un quadro a tinte fosche della condizione dei giovani nel nostro paese: il 30% dei giovani sono inoccupati e si sta cronicizzando la loro dipendenza dalla famiglia. Un esercito immobile, che chi guida il paese non riesce a rendere attivo per creare sviluppo e ricchezza, ma che nemmeno si mobilita per protestare contro una situazione assai penalizzante. La conseguenza è un’economia che non si riprende e una società che non riesce a rinnovarsi. Mio figlio ha venti anni, gli ho fatto leggere questo mio breve scritto; mi dice che alla fine non sto dicendo niente e meno propongo. E’ vero: la mia è solo una costatazione. Ma non rinuncio alla speranza che le nuove generazioni siano in grado di costruire un futuro migliore.

Daniele Tamburini

Nessun commento:

Posta un commento