sabato, gennaio 26, 2013

AAA, buoni marinai cercasi


Il prossimo lunedì si svolgerà, in tutto il Paese, la Giornata di Mobilitazione Nazionale indetta da Rete Imprese Italia, a favore della crescita. Le ragioni di artigiani, commercianti e piccoli imprenditori, che da troppo tempo subiscono la recessione, e che hanno bisogno di futuro, di speranze vere, di prospettive, di crescita. Nel nostro territorio, nel 2012, 500 imprese hanno chiuso i battenti. La crisi colpisce tutti, e in special modo quelle realtà produttive dell’economia che vivono prevalentemente di domanda interna. Monti - dicono - ha messo in sicurezza i conti, ma ora serve altro. Hai voglia di dire: innovazione, ci vuole innovazione. Serve tempo, e serve denaro. E cosa abbiamo, invece? Una pressione fiscale di oltre il 56% per i contribuenti in regola, una burocrazia che richiede ad ogni impresa 120 adempimenti fiscali e amministrativi all’anno, uno ogni 3 giorni, e un sistema del credito che nell’ultimo anno ha ridotto di 32 miliardi l’erogazione di finanziamenti alle aziende, preferendo acquistare titoli di Stato: evitando rischi ma venendo meno a quella che un tempo era la prerogativa degli istituti di credito. Cresce la convinzione che occorra davvero una grande banca pubblica che torni a sostenere imprese e famiglie, contrastando quella situazione anomala che ha consentito ad alcune banche di fare “cartello” facendo lievitare oneri e costi, in alcuni casi al limite dell’usura. E qui, si inserisce, notizia degli ultimi giorni, il caso Monte dei Paschi. Quanto si è esposta, questa banca, in operazioni avventate e in linee di credito aperte ai "soliti noti"?. Possibile che questo sia potuto accadere, e che, al contrario, ci siano imprenditori che devono penare per avere poche migliaia di euro? Sono storture, disequilibri intollerabili. In Islanda hanno lasciato che alcune banche fallissero… adesso, da quelle parti, il Pil viaggia al +3%. Tra poco voteremo. Abbiamo bisogno di una classe dirigente in grado di riportare la situazione nell’area del buonsenso e della concretezza contrastando quella finanza speculativa che ci ha trascinato in questa situazione drammatica. Chi vorrà e potrà rimettere la barra del timone dritta?

Daniele Tamburini

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