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sabato, maggio 31, 2014

Stomaci di ferro e dolori di pancia

Avevamo scritto, nel precedente numero, dell'incertezza con cui Cremona si apprestava al voto amministrativo: si notava, però, una certa difficoltà di Perri e una buona marcia di Galimberti. E infatti il risultato delle urne ha confermato quello che i più avevano immaginato: un primo turno a favore di Gianluca, che distanzia Oreste di ben 12 punti in percentuale. Adesso, l'8 giugno, andiamo al ballottaggio: la prova finale, senza possibilità di appello. E mentre Galimberti continua a percorrere, coerentemente, la propria strada, e cioè nessun apparentamento con altre forze, ma seguitare a privilegiare il confronto su idee e programmi, Perri, calcolatrice alla mano, cerca, legittimamente, di imbarcare sulla propria “canoa” più gente possibile. Ed ecco che, infatti, miracolosamente si aggrega la Lega (dopo l'intervento del segretario Matteo Salvini) con gli annessi dolori di pancia e si apparenta in extremis anche Agostino Melega e la sua lista Cremona Libera con Zagni. Ripensando ai toni, anche molto duri, espressi nei confronti dell'ex sindaco, con cui sia la Lega sia lo stesso Melega hanno iniziato la campagna elettorale, invidio Perri e il suo stomaco, che deve essere di ferro, e invidio la sua pazienza olimpica. Ma si sa, la posta in gioco è alta, e val bene qualche rospo da ingoiare. I programmi di entrambi li conosciamo: adesso si tratta di scegliere, comunque tra due galantuomini, tra un'idea di rinnovamento che guarda al futuro con concretezza e una continuità di intenti per certi versi rassicurante. Chi vincerà? Un fattore importante, anch'esso in grado di condizionare il risultato finale del ballottaggio, sarà il calo dell'affluenza, che non do per scontato. Nel 2009 se ne avvantaggiò Perri, questa volta credo che ne trarrebbe vantaggio Gianluca Galimberti. In questa campagna elettorale ho visto la partecipazione di tanti giovani, appassionati alla sfida, e questo è senz'altro positivo.
Daniele Tamburini

venerdì, maggio 20, 2011

Milano: Moratti o Pisapia?

Fare una previsione su come andrà il ballottaggio alle elezioni amministrative di Milano equivale a indovinare un terno al lotto, e neppure mi interessa farlo. Dalla vicenda, però, sono emersi alcuni punti interessanti. È davvero strano, il nostro Paese: sicuramente non si può mai dare niente per scontato. Erano elezioni, queste a Milano, su cui il capo del governo aveva davvero puntato molto. Berlusconi raramente sbaglia cavalli e strategie di corsa: eppure, questa volta l’elettorato non l’ha premiato, come non ha premiato la Lega, della quale molti attendevano lo “sfondamento”. Forse, il partito di Bossi ha scontato i malumori della base che mal sopporta gli Scilipoti e i Romano, oltre ad un gregariato “a prescindere”. Pare, ora, che la Moratti abbia puntato il dito contro il livello eccessivo di scontro che ha permeato la battaglia elettorale, soprattutto negli ultimi tempi. Forse non è stato opportuno insistere sui giudici “metastasi cancerose”, in una Milano che non ama gli eccessi. Sì, il nostro è un Paese strano. Una forza, il PdL, che intende parlare al cuore moderato della società, eppure adotta certi toni e amplifica le dichiarazioni denigratorie di chi vuol essere più berlusconiano di Berlusconi; e, al contrario, la Lega, da sempre battagliera, magari “sopra le righe”, che cerca di rimettere al loro posto le parole e usa toni davvero “di governo”: abbiamo ascoltato la ferma e convinta dichiarazione di solidarietà con i giudici del presidente del Piemonte Cota. E’ un segno dei tempi? Forse, la gente si è stancata di proclami, furori e promesse roboanti e chiede concretezza, scelte, ascolto dei problemi veri? Ripeto, non è possibile fare previsioni. Ma, come ha esortato più volte il presidente Napolitano, forse è più produttivo abbassare i toni, non cercare il conflitto da stadio, cercare invece proposte e soluzioni: la locomotiva tedesca si è rimessa in moto, viaggia ad un ritmo di crescita del 4,8% su base annua. Se Milano fosse laboratorio per questo ritorno alla concretezza, comunque vada, sarebbe senz’altro un bel risultato. Per tutti.

Daniele Tamburini