venerdì, maggio 21, 2010

Non si può stare sempre a lamentarsi

Un eminente psichiatra, il professor Di Giannantonio, parla di una vera e propria epidemia di malumore ed irritabilità nel nostro Paese, dovuta alle incertezze del clima atmosferico di questi giorni. Sarà senz’altro così. È probabile, però, che malumore ed irritabilità derivino anche da un forte senso di insicurezza che si percepisce nel Paese. Siamo finiti tra i PIGS, brutto acronimo, con Portogallo, Grecia e Spagna: Paesi a rischio. La crisi economica, che pareva fosse in via di superamento ci dicono, ora, che richiede invece tagli a salari e pensioni. E probabili tagli – ancora– a università e ricerca. A meno che non basti quello del 5% ai ministri … Ma non si esce dalla crisi, se non si compie anche un balzo in avanti in tecnologie innovative e nuovi modelli di produzione e se non si danno risorse alla ricerca. La gente si fa domande, è inevitabile.
Per esempio: quello che trapela da affari illeciti, ricarichi di spesa, affitti e appartamenti pagati, ristrutturazioni e corruzione in genere, un fiume di denaro illecito che pare scorra ovunque, questo denaro che comunque viene distolto dalle casse pubbliche, seconvenientemente investito, alla luce del sole, non potrebbe essere una risposta, seppure parziale, alla crisi? E siamo proprio sicuri che serva al Paese spendere cifre altissime per la missione in Afghanistan, oltre al terribile costo umano dei nostri soldati morti? Si dirà: manon si può stare sempre a lamentarsi. Diceva Thomas Jefferson, terzo Presidente degli Stati Uniti, che dissentire è una forma di patriottismo, perché si vorrebbe sempre il meglio per il proprio Paese. E anche noi vorremmo il meglio per il nostro.


Daniele Tamburini

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