sabato, gennaio 31, 2015

CREMONA OSTAGGIO DEI BLACK BLOC

CHI SONO I BLACK BLOC VISTI QUI A CREMONA?
I Black bloc hanno formato il blocco, iniziano gli scontri con le forze dell'ordine

Una vera e propria guerriglia urbana durata quasi quattro ore. Scontri con le forze dell’ordine, ingenti i danni

La cortina fumogena nasconde i Black bloc che indossano caschi e passamontagna


Hanno agito con tattiche ben studiate e collaudate. La polizia ha evitato lo scontro fisico riuscendo a contenere gli assalti.«Siamo i figli del caos e della catastrofe».

I Black bloc accendono i fumogeni

di Daniele Tamburini

Chi sono quelle figure nere giunte a Cremona, chissà da dove, insomma i cosiddetti i Black bloc? Coloro che per circa quattro ore hanno provocato una vera e propria guerriglia urbana, scontrandosi ripetutamente con le forze dell’ordine, devastando alcune zone della città e ferendo una comunità intera? In Italia si comincia a parlare, per la prima volta, di Black bloc al G8 di Genova, nel luglio del 2001, durante quelle terribili giornate che ancora abbiamo impresse nella memoria. Nei filmati trasmessi dalle TV, vengono identificati come Black bloc. quelle persone vestite completamente di nero, con caschi e passamontagna, che compiono scorribande nella città, ingaggiando, a distanza, scontri con la polizia e devastando vetrine, auto etc. Una caratteristica distintiva dei Black bloc, da cui il nome, che tradotto significa “blocco nero”, è quella di indossare vestiti e maschere neri. E’, questa, una strategia studiata per apparire una massa compatta e ben identificabile. Questo sia per apparire numericamente superiori, sia che per attirare la solidarietà e l'aiuto di altri gruppi ideologicamente, più o meno, omogenei all'interno delle manifestazioni. I passamontagna, le maschere e i caschi hanno la funzione, oltre che di protezione, di impedirne l'identificazione da parte delle autorità. Al G8 di Genova fece impressione l’abilità e la rapidità con cui si muovevano, tanto che qualcuno parlò di persone addestrate militarmente alla guerriglia urbana. Black bloc, è un termine che fu usato per la prima volta durante le proteste contro la prima guerra del Golfo nel 1991, negli Stati Uniti. Si designò così un gruppo di individui, caratterizzati dall’obiettivo comune di contrastare e combattere la globalizzazione, tanto che la stampa italiana, in alcuni casi, li ha accostati al Movimento noglobal o movimento antiglobalizzazione. 
Cremona 24 gennaio 2015 scontri tra Black bloc e forze dell'ordine
I Black bloc salgono prepotentemente alla ribalta, grazie ad una forte risonanza mediatica, dopo gli scontri cruenti e le devastazioni avvenute a Seattle sul finire del 1999, durante le manifestazioni contro la Conferenza ministeriale del WTO, e a Praga, sempre nel 1999, quando la città fu messa sotto assedio durante la riunione del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale. In Italia, dopo le terribili giornate del G8 di Genova (caratterizzate non solo dagli scontri con i B.b) questi sono di nuovo entrati in azione, a distanza di dieci anni, Il 15 ottobre 2011, a Roma. In città era stata organizzata la manifestazione dei cosiddetti Indignados, contro la crisi economica mondiale. Anche in quel caso, si ebbero episodi di guerriglia urbana, con feriti tra i manifestanti e tra le forze dell'ordine. Individui vestiti di nero, protetti da caschi e passamontagna, provocarono danni a banche, auto e sedi istituzionali. I manifestanti pacifici tentarono invano di isolare i violenti, che anche in quella occasione erano in netta minoranza rispetto al resto dei partecipanti alla manifestazione di protesta. Pare che alcuni Black bloc siano stati presenti anche durante gli scontri in Val di Susa tra i No-Tav e le forze di polizia. LE TATTICHE DEI BLACK BLOC Abbiamo già detto che sembrano persone addestrate militarmente, per come sono organizzate e per come si muovono, infatti la loro “tattica” prevede la costituzione di un blocco all’interno di un corteo, nel quale tutti sono vestiti di nero. Hanno solitamente almeno un gruppo iniziale che si organizza e si coordina, per iniziare un'azione che tende a impegnare le forze dell’ordine, marciando in blocco allo scopo di creare un forte effetto visivo e cercando da subito lo scontro diretto con le forze dell'ordine, mentre altri gruppi minori si sparpagliano per le vie mirando ad uno o più obiettivi. Esattamente come è accaduto a Cremona, dove l’obiettivo primario era la sede di CasaPound in via Geromini. Durante gli scontri, ma tendenzialmente in fase di ritirata, compiono sistematicamente atti di vandalismo verso quelli che considerano i simboli del capitalismo e della repressione: banche, assicurazioni, i negozi in franchising di società multinazionali, i sistemi di video sorveglianza, le auto di lusso e le sedi istituzionali. La tattica d’azione di solito non prevede lo scontro fisico con le forze dell’ordine, che vengono aggredite con lancio di pietre, petardi, razzi e non di rado bottiglie incendiarie, per poi fuggire velocemente, allontanandosi e ricompattandosi in seguito, e continuare le azioni. Un perno della tattica del Black bloc è dunque il rifiuto del confronto fisico con le forze dell’ordine, che ovviamente sarebbe perdente. 
Cremona 24 gennaio 2015 scontri tra Black bloc e forze dell'ordine

L’IDEOLOGIA I Black bloc non possono essere ricondotti ad una vera e propria ideologia, e questo li differenzia, per esempio, dalla pratica politica dei centri sociali. I B.b. non si dicono comunisti né tanto meno sono fascisti. Se proprio vogliamo affibbiare loro una etichetta, sono più vicini all'anarchismo. Sono “contro”. “Siamo i figli del caos e della catastrofe”, così si definivano già nel 1999. Si dichiarano contro lo stato autoritario e repressivo nelle sue varie forme. Sono contro il potere economico e finanziario del quale devastano i simboli, in particolare le banche. “Combattiamo il potere della finanza e della politica ad essa asservita, per una società autonoma da controllo sociale e dalla disciplina del mercato”. Non possono, quindi, essere definiti anarchici, anarcoinsurrezionalisti, no global, comunisti e così via. In Europa sono apparsi prevalentemente durante le manifestazioni caratterizzate dalla presenza della “sinistra antagonista". Va detto che non sono una organizzazione internazionale, ma hanno una grande capacità di raccordarsi e di organizzarsi anche tra gruppi di diversi paesi. A Cremona si è assistito a episodi e comportamenti che rispecchiano a pieno la tattica usata dai Black bloc: sfilare sparpagliati all'interno del corteo, salvo poi costituire il “blocco” nascosti da una cortina fumogena. Non c’è stato lo scontro fisico durante i disordini con le forze dell’ordine, questo anche per volontà, a nostro parere, delle autorità preposte all’ordine pubblico, che hanno fatto di tutto per evitarlo. Le autorità, ossia prefettura e questura, molto probabilmente, sapevano con chi avrebbero avuto a che fare, tanto che la definizione del percorso, che avrebbe dovuto percorrere il corteo, scelta che è stata contestata da molti cittadini perché troppo vicina a via Geromini, è stata in realtà, pianificata allo scopo di contenere, eventuali disordini, in una limitata zona della città che prevedesse ampie vie di fuga. Zona che opportunamente nel frattempo era stata sgomberata di auto e di quant’altro. Di contro la devastazione delle vetrine delle banche, delle assicurazioni, e della sede dei vigili urbani rafforza la convinzione che, sabato scorso, abbiamo avuto a che fare proprio con i Black bloc. 
Cremona 24 gennaio 2015 scontri tra Black bloc e forze dell'ordine

E dunque chi ancora pensa che la guerriglia urbana, sia stata la reazione di giovani vandali sbandati che improvvisamente, magari con la mente annebbiata da qualche canna, diventano violenti, si sbaglia di grosso. Sicuramente, al di là dei gravissimi episodi cremonesi, restano aperte molte domande: sull’identità di quelle persone; sulla loro possibilità di muoversi indisturbati, in Italia ma anche tra Stati diversi; sui finanziamenti su cui possono contare. Avranno necessità di addestrarsi, di studiare sul campo le tattiche; un’organizzazione così non può essere solo su base volontaria. Domande che, per adesso, restano senza risposta.
Cremona 24 gennaio 2015 Black bloc

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