venerdì, novembre 25, 2011

Non è più tempo di avanspettacolo

Nessuno di noi rimpiange la finanza allegra, la “finanza creativa”, o l’uso di mamma Stato per creare sacche di privilegi e “giacimenti” elettorali. Ma c’è un forte rischio: l’asfissia delle risorse. Inutile girare intorno alla questione: richiedere sacrifici ulteriori a chi ha già molto pagato rischia di essere pericoloso e controproducente. E, per altro verso, le amministrazioni locali sono talmente in sofferenza, che si rischia la cancellazione di intere porzioni dello Stato sociale. Si ha sempre più l’idea di un Paese di individui atomizzati, senza un’idea collettiva forte: tanto più necessaria oggi, in un momento in cui – come dicono anche i protagonisti della vita economica cremonese, che intervistiamo nelle pagine interne dello Speciale economia - coesione e sinergie sono necessarie come il pane. E, quanto ai grandi sistemi, tutti i commentatori più autorevoli dicono che, ormai, l’attacco della speculazione dei mercati non è più rivolta ad uno o all’altro Paese, quanto all’intera area dell’eurozona. Uno scenario difficile, anzi difficilissimo. Fa bene al cuore ascoltare, in questi giorni, in queste ore, i richiami alla coesione e all’unità del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Tre giorni fa, commentando lo straordinario successo che, in tutta Italia, hanno avuto le iniziative, svoltesi nell’arco dell’anno, per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia, Napolitano ha detto che il Paese sa reagire al rischio di mortificazione e di arretramento nel contesto europeo e mondiale, e che le occasioni di riflessione e celebrazione sono state una conferma della profondità delle radici del nostro stare insieme come Italia unita. E che cosa, se non nel segno dell’unità, ha promosso la sua idea di dare la cittadinanza italiana ai bambini che, pur figli di genitori stranieri, nascono qui? Parlano la nostra lingua, studiano nelle nostre scuole, sono risorse preziose per il nostro domani. Unità, coesione, integrazione, sono parole che ben si sposano con gli appelli a fare sistema, a unire le risorse che provengono dal mondo economico e produttivo. Mal si sposano con la tesi di Gianluca Buonanno, sindaco di Varallo nonché deputato leghista, secondo il quale la Padania esiste e la prova di ciò è il grana Padano. Come dire: la Basilicata esiste, la prova è il basilico. Non è più tempo di avanspettacolo, ma di tessere la trama di un film corale, serio, che può essere anche avvincente e coinvolgente. Ce la faremo.

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